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Attacchi informatici agli impianti industriali: come Datalit protegge le reti OT
Fino a pochi anni fa le reti di impianto, chiamate reti OT (Operational Technology), erano isolate dal mondo esterno. Oggi PLC, sistemi SCADA, HMI e sensori sono collegati alla rete aziendale, al cloud e all'assistenza remota dei fornitori. Questo porta efficienza, ma anche rischi: un attacco informatico non blocca più solo l'ufficio, può fermare la produzione o compromettere la sicurezza di un impianto.
Datalit lavora dal 2012 su reti e sistemi di telecomunicazione per impianti industriali, in particolare nei settori Energia e Oil&Gas, in Italia e all'estero.
Perché le reti OT sono vulnerabili
- Sistemi datati: macchine che lavorano per 15–20 anni con sistemi operativi non più aggiornabili.
- Protocolli industriali senza autenticazione, progettati quando la sicurezza non era un requisito.
- Reti piatte: ufficio e impianto sulla stessa rete, così un PC infetto può raggiungere i controllori.
- Accessi remoti dei fornitori non controllati: modem, VPN o programmi di assistenza lasciati sempre attivi.
- Visibilità limitata: spesso nessuno sa con precisione quali dispositivi ci sono in rete e con chi comunicano.
Le minacce principali
Il caso più frequente è un ransomware che entra dalla rete uffici e raggiunge le postazioni di supervisione, fermando la produzione anche senza toccare i PLC. Seguono gli accessi remoti abusati, gli errori di configurazione e, nei settori critici come l'energia, attacchi mirati da gruppi organizzati.
Il nostro approccio
1. Conoscere la rete
Partiamo dall'inventario di dispositivi e comunicazioni. Con piattaforme di monitoraggio passivo come Nozomi Networks otteniamo una mappa della rete OT senza disturbare l'impianto e individuiamo dispositivi vulnerabili e traffico anomalo.
2. Separare uffici e impianto
Progettiamo reti segmentate per zone, secondo l'approccio dello standard IEC 62443: rete uffici, zona demilitarizzata, supervisione, controllo. Tra una zona e l'altra, firewall industriali con regole che lasciano passare solo il traffico necessario.
3. Infrastruttura di rete robusta
Usiamo switch e apparati industriali (Hirschmann, Cisco, Allied Telesis), adatti ad ambienti difficili e ridondati, così che un guasto o un attacco su un punto non fermi tutto.
4. Accessi remoti sotto controllo
Un unico punto di accesso per fornitori e tecnici, con autenticazione a due fattori, sessioni registrate e attive solo quando servono.
5. Monitoraggio continuo
Il monitoraggio della rete e delle prestazioni, anche con Paessler PRTG, segnala in tempo reale comunicazioni nuove, dispositivi sconosciuti o cali di prestazioni.
Normative da conoscere
La direttiva europea NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, estende gli obblighi di sicurezza informatica a molte aziende dei settori energia, manifattura e servizi, con misure tecniche e obblighi di notifica degli incidenti. Una rete OT documentata e segmentata è il primo passo per essere in regola.
Parliamone
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