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Furto di credenziali e infostealer: come gli hacker rubano le password aziendali

A cura del team tecnico Datalit · Lettura: 6 minuti

Oggi molti attacchi non "forzano" nulla: gli hacker entrano con password vere, rubate in precedenza. Le credenziali aziendali circolano su forum, mercati del dark web e canali Telegram, raccolte da violazioni di altri siti e da malware installati sui PC. Chi le compra prova ad accedere a email, VPN e servizi cloud, spesso con programmi automatici.

Da dove arrivano le password rubate

Violazioni di siti esterni

Un dipendente usa l'email aziendale per registrarsi a un portale, un e-commerce o un forum. Se quel sito viene violato, email e password finiscono online. Se la stessa password è usata anche per la posta aziendale, l'attaccante ha già la chiave.

Combo list e credential stuffing

Le coppie email/password raccolte da migliaia di violazioni vengono unite in enormi elenchi, chiamati combo list. Programmi automatici le provano a ripetizione su Microsoft 365, VPN e portali: è il credential stuffing.

Infostealer: il malware che svuota il browser

È la minaccia più insidiosa. Un infostealer arriva con un programma craccato, un allegato o un finto aggiornamento. In pochi secondi copia tutte le password salvate nel browser, i dati di compilazione automatica e i cookie di sessione, poi si cancella. Con i cookie l'attaccante può entrare negli account anche senza password e senza codice di verifica, finché la sessione resta valida. I "log" rubati vengono venduti a pochi euro.

Come capire se la tua azienda è esposta

Come proteggiamo i nostri clienti

  1. Autenticazione a due fattori ovunque: email, VPN, portali dei fornitori, pannelli di amministrazione. È la misura che da sola blocca la maggior parte degli accessi con password rubate.
  2. Password manager aziendale al posto delle password salvate nel browser o in fogli di calcolo: password lunghe e diverse per ogni servizio.
  3. Regole d'uso chiare: l'email aziendale non si usa per siti personali, i programmi si installano solo da fonti ufficiali.
  4. Protezione degli endpoint su PC e server, in grado di riconoscere e bloccare gli infostealer.
  5. Accesso condizionato: blocco degli accessi da paesi in cui l'azienda non opera e da dispositivi non gestiti.

Se scopri credenziali esposte

  1. Cambia subito la password, e ovunque sia stata riutilizzata.
  2. Disconnetti tutte le sessioni attive dell'account.
  3. Attiva l'autenticazione a due fattori, se non c'era.
  4. Fai analizzare il PC dell'utente: se c'è un infostealer, anche la password nuova verrà rubata.
  5. Controlla regole di inoltro della posta e accessi recenti.

Parliamone

Vuoi sapere se le credenziali della tua azienda circolano online e come chiudere il rischio? Contatta Datalit.

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